Workshop, Bologna, 16 Settembre come iniziare e finanziare un progetto di e-learning o di training online
Finanziare il budget dell’e-learning per l’anno prossimo
Post scritto da Mauro Sandrini. (http://www.elearningeinnovazione.org/)
Questa estate è ancora calda ma corre ormai veloce verso settembre. Molti hanno già ripreso il lavoro (tra quelli che ce l’hanno) e chi non è ancora ripartito lo farà nei prossimi giorni.
Settembre, però, non è solo il mese in il lavoro ricomincia ma anche quello in cui si inizia a pensare ai progetti da avviare per l’anno prossimo. Anche quelli di e-learning e di training online. Il problema dei progetti, però, è che hanno un costo per cui spesso si arenano prima di cominciare.
Eppure di progetti innovativi ce n’è bisogno perché l’innovazione è rimasta l’unica leva competitiva disponibile per confrontarsi sui mercati internazionali.
Come uscire da questa contraddizione? Ovvero come avviare progetti innovativi anche in un periodo come questo in cui l’attenzione ai costi è spasmodica da parte di tutti (sopratutto da parte di coloro che dovranno approvare il budget per il 2011)?
Forse una via d’uscita c’è: esistono piani di finanziamento che possono supportare l’avvio di progetti di e-learning e di training senza correre il rischio che il responsabile cui sottoponiamo il budget del 2011 svenga sulla sedia…
Come sa chi ci ha provato da sé, però, attivare e gestire una pratica di finanziamento non è semplice. Si tratta di un’attività da gestire professionalmente per non perdere tanto tempo in azioni che poi non avranno ritorno, con conseguente calo della motivazione e, a volte, anche della credibilità all’interno della propria organizzazione.
Nell’ambito della progettazione finanziata ci sono molti esperti autocertificati. Quelli veri, coloro che di solito “portano a casa” i progetti, sono pochi. Tra questi ancora meno sono quelli che sono specializzati nella gestione dei finanziamenti per i progetti e-learning. Alcuni di questi daranno vita il 16 settembre, a Bologna, al workshop su “Come finanziare un progetto di e-learning o di training on line”. Tutti i dettagli sono qui.
Il workshop è organizzato da Warrant, con esperienza pluriennale nella gestione di progetti di finanziamento internazionale, e da OC Open Consulting, azienda leader nella gestione e produzione di progetti di training on line.
Tra l’altro, l’aspetto interessante del workshop è che sarà possibile inviare in anticipo all’evento una bozza della propria idea progettuale per presentarla come caso di discussione durante l’evento.
Dulcis in fundo il costo del workshop è accessibile a chiunque voglia avere una valutazione seria del proprio progetto da parte di professionisti sia sul lato tecnico sia su quello finanziario (110 Euro Iva compresa). Anche se il workshop è rivolto in prima istanza alle aziende del mondo industriale la partecipazione è aperta anche alle altre organizzazioni.
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E-learning ed e-book. La prossima frontiera
- Image by Getty Images via @daylife
Post scritto da Mauro Sandrini. (http://www.elearningeinnovazione.org/)
Si parla molto di e-book. Sopratutto dopo l’arrivo dell’Ipad, l’ultima creatura di Steve Jobs; sembra un tema quasi ovvio. Ma è davvero così? Se l’e-book si avvia a sostituire, o almeno ad affiancare, il libro per come lo abbiamo conosciuto cosa succede ai contesti per l’apprendimento che di libri di carta si sono nutriti fino ad oggi? E cosa succede all’e-learning che tra i contesti di apprendimento è l’ultimo arrivato?
Dopo l’uscita dell’Ipad gli e-book sono diventati un tema di interesse per i media e non più riservati ad un pubblico di pochi adepti. Grazie alla campagna di marketing che ne ha accompagnato l’uscita si sta facendo strada l’idea che sia possibile leggere un libro o un manuale non solo sulla carta ma anche su una tavoletta elettronica. È bene precisare però che l’Ipad non è un e-book reader: lo schermo retroilluminato di cui è dotato, infatti, non agevola la lettura prolungata. L’effetto più importante dell’Ipad è che sta creando il mercato per gli e-book reader sui quali è possibile leggere in modo molto simile a ciò che avviene sulla carta grazie ad una tecnologia denominata e-ink. La conseguenza della loro diffusione è che gli e-book non saranno più soltanto dei pdf scaricabili da un sito ma “oggetti” assimilabili ai libri a tutti gli effetti.
Che c’entra l’e-book con l’e-learning?
Ancora oggi il testo scritto è centrale nella maggior parte dei contesti di apprendimento. Generalmente in forma di libro o di manuale. Esistono è vero le tecnologie multimediali ma esse non cambiano la radice di questo modello (per ora). A scuola e all’università si impara ancora sui libri e anche nel mondo del lavoro le procedure tecniche o amministrative su cui addestrare il personale vengono per lo più trasmesse attraverso testi che sono stampati su carta o visualizzati sugli schermi dei computer. Per le sue caratteristiche l’e-book reader rappresenta un sostituto del libro o del manuale di carta aprendo nuove possibilità per l’apprendimento e quindi anche per l’e-learning.
È bene avere chiaro che a parte alcuni settori specifici, come per esempio la manualistica tecnica, la “liquefazione digitale” dei libri cartacei non è imminente. Il viaggio però verso un nuovo rapporto fra autore, lettore ed editore è già iniziato ed è irreversibile. Ed è da qui che iniziamo la nostra esplorazione verso questo nuovo mondo.
La rivoluzione degli E-book: il lettore, l’editore e la qualità
In sintesi le caratteristiche dei processi innescati dagli e-book sono:
1. permettere la lettura di un testo senza affaticare la vista su un dispositivo elettronico grande meno della metà di un foglio A4 e che può contenere l’equivalente di centinaia di libri cartacei. Tra le funzioni più utili dei recenti e-book reader c’è la possibilità di prendere appunti sul testo e di condividere le annotazioni con amici e colleghi.
2. La messa in discussione del rapporto fra autore ed editore e l’emergere della possibilità di una relazione diretta tra l’autore e la sua comunità di lettori. Questo non significa che la funzione dell’editore sparirà. Anzi. Significa però che dovrà assumere funzioni profondamente diverse da quelle sviluppate fino ad oggi.
3. Nasce un problema nuovo. Come selezionare la qualità?
Se gli autori possono auto produrre il proprio lavoro come è possibile distinguere la qualità di un testo da un altro? Questa è l’obiezione che viene generalmente posta dagli editori che temono di perdere il controllo sul loro piccolo orticello. Ma questa obiezione si basa su un assunto: che l’editore abbia svolto con competenza il suo ruolo di “selezionatore della qualità” e non si sia limitato a quello di stampatore. E anche quando un editore fa il suo mestiere e la selezione avviene, essa è sempre inestricabilmente legata al fatto che l’interesse dell’editore è di vendere il libro, mentre quello dell’autore è di veicolare il suo pensiero. Non è la stessa cosa.
Come dimostrano i sempre più affollati festival culturali c’è una affinità elettiva che si sviluppa tra autore e lettore quando si riconoscono. Probabilmente il nuovo ruolo dell’editore sarà proprio quello di farli incontrare dato che le necessità legate alla distribuzione si modificheranno drasticamente e probabilmente si ridurranno.
Il problema della selezione della qualità invece resta. Ed è serio. Ma anche qui non ci si può fermare a criticare quel che non c’è ancora. Ricordo la supponenza con cui dieci anni fa i giornalisti della carta stampata trattavano i primi tentativi di raccontare la realtà attraverso i blog. “Non c’è la verifica delle fonti” obiettivano. Ora le cose stanno cambiando. La maggior parte dei giornali si trova in una crisi irreversibile e molti blog sono più affidabili di parecchi quotidiani. La verifica delle fonti è in gran parte auto certificata e anche se è possibile pubblicare una bufala su un sito internet è anche vero che è molto più facile smascherarla e renderla pubblica.
Una nuova economia dei libri e dell’apprendimento
Dal rapporto diretto fra autore e lettore può emergere una nuova economia. Una economia che nasce direttamente dalla relazione fra l’autore e la sua comunità di lettori. L’autore può guadagnare di più con le sue opere offrendole a un prezzo inferiore. Ma non si tratta soltanto di una questione commerciale. Chi riuscirà a sviluppare un rapporto con la comunità dei lettori avrà la possibilità di incontrarli, su Internet e non solo, ma dovrà anche “ascoltarli”. Tener conto della comunità dei lettori sarà parte integrante del nuovo lavoro dell’autore. E ci riuscirà chi sarà più in grado di considerarli come persone e di tener conto dei lettori in quanto individui capaci di scambiare e condividere la propria umanità. Quindi tutti noi lettori abbiamo la possibilità di uscire dai recinti ristretti dell’essere considerati poco più che un “target di mercato” da chi ha come obbiettivo solo quello di vendere libri-oggetto. I libri diventano piattaforme per divulgazione della conoscenza che grazie alle loro proprietà di essere liquidi in formato digitale sono ideali per integrarsi con altre piattaforme come l’e-learning.
E l’e-learning?
Per l’e-learning l’incontro con gli e-book significa l’inizio di un viaggio tutto da immaginare. In termini concreti l’e-learning si candida a diventare il contesto privilegiato per l’apprendimento grazie all’integrazione con gli e-book. Il luogo ove la comunità di apprendimento incontra l’autore, l’insegnante il formatore.
Apparentemente l’e-book è solo un cugino povero dell’e-learning ma è l’integrazione dei due sistemi che rappresenta un salto di qualità nel modo con cui siamo abituati a guardare all’apprendimento.
Da qui in avanti tutto diventa possibile. Il primo esempio, ma davvero è solo il primo, ce lo racconta Antonio Tombolini fondatore di Simplicissimus Book Farm e il più noto esponente della via italiana a Internet. In questa intervista ci parla di come sia possibile per un docente universitario pubblicare come e-book il proprio testo e venderlo, con successo, ai propri studenti guadagnandoci di più e permettendo loro di spendere molto meno.
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Le resistenze psicologiche all’e-learning (e all’innovazione)
Per innovare bisogna tuffarsi in nuovi oceani…
Post scritto da Mauro Sandrini. (http://www.elearningeinnovazione.org/)
I professionisti dell’e-learning appartengono a due categorie principali: coloro che se ne occupano all’interno di una organizzazione e chi interviene in vario modo a supporto dei primi. Tutti, però, hanno il problema di riuscire a comunicare il valore del progetto e-learning a chi dovrà autorizzarlo.
Non è una questione semplice e non si può ricondurre ad un semplice esercizio di marketing. Si tratta della capacità di comunicare il valore che il nostro progetto può produrre per tutta l’organizzazione e in particolar modo per il nostro interlocutore.
In teoria sembrerebbe sufficiente dimostrare il valore economico del progetto. Esiste un indicatore gestionale chiamato ROI (Return On Investment) che serve proprio a questo e ogni bravo consulente ha nella sua cassetta degli attrezzi un foglio di Excel con cui mostrare le mirabolanti prestazioni del progetto e-learning che sta proponendo proprio grazie al ROI. Eppure molto spesso tutto ciò non basta.
Molte volte un progetto innovativo non parte per ragioni che vanno al di là della motivazioni economiche e ciò riguarda anche progetti e-learning che sulla carta sono visibilmente “economici” e “utili”. Perché succede?
Le motivazioni sono le più varie. E si nascondono negli angoli più ombrosi del nostro animo. Gli argomenti sono quelli che non finiranno mai nella lista dei punti da affrontare nel prossimo meeting. Riguardano la paura di esporsi in prima persona, quella di mettere in moto un sistema di e-learning che rappresenta una spinta verso la valutazione e il merito di ciascuno ecc. ecc.
Sono argomenti “pre-economici” che possono bloccare sul nascere le esperienze più innovative e utili. Sono quegli argomenti che è bene maneggiare con cura da parte di chi è promotore di innovazione e quindi di cambiamento dello status quo.
Ne parliamo con Alberto Bianchi, manager e-learning di lungo corso in questa breve intervista che è anche un’anticipazione degli argomenti che tratteremo tra pochi giorni alla International E-learning Summer School, a Marina Romea (RA), i prossimi 21/22 giugno.
L’intervista rappresenta un percorso di approfondimento importante per tutti coloro che sono già professionisti dell’e-learning o vorrebbero diventarlo. Si tratta di una esclusiva di E-learning e Innovazione e può essere scaricata liberamente cliccando qui sotto:
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Realizzazione siti web statici e dinamici: pianificazione, progettazione e realizzazione di ogni pagina del sito, sia a livello grafico che tecnico.
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Web Marketing, SEO e SEM: maggiore visibilità per ogni sito web, incremento del traffico, con servizi di promozione e posizionamento nei motori di ricerca, campagne Pay per click, Keyword advertising.
Content management system (CMS): sito dinamico facilmente gestibile dal cliente senza dover fare costantemente riferimento alla nostra struttura tecnica.
Learning management system (LMS): piattaforma applicativa per l’erogazione di corsi in modalità e-learning. Consente il tracciamento delle attività di formazione, gestione delle attività amministrative, gestione di classi e di prove (quiz, compito).
Sito accessibile: rivolto agli Enti Pubblici e Aziende private in conformità alle linee guida definite dalla “Legge Stanca” (Legge n. 4/2004).
Blog: progettazione e realizzazione di blog personali e aziendali.
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Restyling: servizio di restyling grafico e di contenuti.
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Traduzioni siti internet: inglese, francese, spagnolo.
Web hosting e registrazione domini: pacchetti flessibili che comprendono registrazione domini, caselle e-mail, spazio web su server di alta qualità, assistenza telefonica e via email.
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